La Torre di San Martino della Battaglia, alta torre rotonda merlata in pietra, tra prati e cipressi sotto un cielo velato
Torre di San Martino della Battaglia (Desenzano del Garda), monumento risorgimentale dedicato a Vittorio Emanuele II — foto: Syrio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Basta allontanarsi di pochi chilometri dal lungolago di Desenzano perché il paesaggio cambi: le colline moreniche si alzano dolci, fra vigneti e filari di cipressi, e sulla cima più alta compare una torre rotonda che si vede da lontano. È la Torre di San Martino della Battaglia, il segno più riconoscibile di una giornata che ha cambiato la storia d'Italia e, in un certo senso, anche quella del mondo. San Martino è una frazione di Desenzano, a una decina di chilometri dal centro; Solferino, l'altro nome legato alla stessa battaglia, si trova poco più a sud, in provincia di Mantova.

Il 24 giugno 1859

Durante la Seconda guerra d'indipendenza, il 24 giugno 1859, l'esercito franco-piemontese e quello austriaco si affrontarono su un fronte lungo molti chilometri, in quella che viene ricordata come la battaglia di Solferino e San Martino. Sulle alture di Solferino combatterono i francesi di Napoleone III, mentre su quelle di San Martino si scontrarono con gli austriaci le truppe sarde di Vittorio Emanuele II. Fu una delle battaglie più sanguinose del Risorgimento, combattuta in un giorno di caldo estremo e chiusa da un violento temporale, con decine di migliaia di morti e feriti. Il suo esito aprì la strada all'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna e, due anni più tardi, alla nascita del Regno d'Italia.

La Torre, il museo e l'ossario di San Martino

La Torre di San Martino fu costruita a partire dal 1880 e inaugurata il 15 ottobre 1893, alla presenza di re Umberto I e della regina Margherita. Alta 74 metri, è dedicata a Vittorio Emanuele II, come ricorda l'iscrizione sopra l'ingresso, e celebra l'intera stagione risorgimentale, dalle prime guerre d'indipendenza fino a Roma capitale. All'interno, le sale ai diversi livelli sono decorate con grandi affreschi che raccontano le battaglie e i protagonisti di quegli anni, mentre statue e cimeli accompagnano la salita. Dalla sommità lo sguardo spazia sulla pianura, sulle colline e, nelle giornate limpide, sul lago di Garda.

Accanto alla torre si trovano il museo, con uniformi, armi, documenti e oggetti dei soldati, e la cappella ossario, dove sono custoditi i resti dei caduti delle due parti. È un luogo che chiede silenzio: le file ordinate di teschi dietro le vetrate restituiscono, più di qualsiasi lapide, la misura di quella giornata. Il complesso è gestito dalla Società Solferino e San Martino, che cura anche i luoghi della memoria di Solferino.

Solferino, la Rocca e l'ossario di San Pietro in Vincoli

Da San Martino si raggiunge Solferino in pochi minuti d'auto. Il borgo è dominato dalla Rocca, una torre medievale chiamata da secoli Spia d'Italia per la vista che offre sulla pianura e sulle colline circostanti; al suo interno sono conservati cimeli e ricordi della battaglia. Poco distante si trovano il Museo del Risorgimento e la chiesa di San Pietro in Vincoli, che ospita l'ossario di Solferino, simile per impostazione a quello di San Martino. Il viale di cipressi che sale verso la Rocca è una delle immagini più belle della zona, soprattutto nelle ore più morbide del pomeriggio.

Consiglio pratico: per non perdere tempo conviene visitare San Martino al mattino e Solferino nel pomeriggio, o viceversa, con un biglietto unico se disponibile. Giorni di apertura, orari e tariffe cambiano con le stagioni: verificateli sempre sul sito ufficiale della Società Solferino e San Martino prima di partire.

Henry Dunant e la nascita della Croce Rossa

Il 24 giugno 1859 si trovava nella zona anche un uomo d'affari svizzero, Henry Dunant. Colpito dalle sofferenze dei feriti, rimasti per giorni senza cure adeguate, si fermò ad aiutare i soccorsi organizzati soprattutto a Castiglione delle Stiviere, dove la popolazione assisteva i soldati di ogni esercito senza distinzioni. Da quell'esperienza nacque il libro Un ricordo di Solferino, pubblicato nel 1862, in cui Dunant proponeva di creare in ogni paese società di volontari pronte a soccorrere i feriti di guerra e un accordo internazionale che le proteggesse. Nel 1863 a Ginevra prese forma il comitato da cui sarebbe nata la Croce Rossa, e nel 1864 venne firmata la prima Convenzione di Ginevra.

A Solferino questa storia è ricordata dal Memoriale della Croce Rossa, nel parco sotto la Rocca, inaugurato nel 1959 per il centenario della battaglia: un muro su cui sono incise le pietre donate dalle società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di tutto il mondo. Ogni anno, intorno all'anniversario di fine giugno, volontari da molti paesi raggiungono Solferino per la Fiaccolata, che a piedi collega Solferino a Castiglione delle Stiviere ripercorrendo idealmente il cammino dei feriti. Per date e programma conviene consultare i canali ufficiali della Croce Rossa Italiana.

Come organizzare la visita

Da Desenzano San Martino della Battaglia si raggiunge in auto in poco tempo, percorrendo circa 10 km verso sud; Solferino è a circa 18 km. La giornata si presta a essere completata con una passeggiata tra le colline moreniche o con una sosta nei paesi vicini, per poi tornare sul lago in tempo per il tramonto. Scarpe comode, una bottiglia d'acqua e un pò di tempo per salire con calma lungo la torre sono tutto ciò che serve. Chi soggiorna a Garda Nest, nel centro storico di Desenzano, può rientrare la sera a piedi verso il lungolago e il Castello, chiudendo una giornata di storia con una passeggiata in riva all'acqua.

Una giornata di storia, poi il lago al tramonto

San Martino della Battaglia dista circa 10 km dal centro di Desenzano e Solferino circa 18 km: dagli appartamenti di Garda Nest, nel centro storico, la visita si fa comodamente in mezza giornata.