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Tutti i dintorni La grande villa romana sulla punta di Sirmione

Grotte di Catullo – Sirmione

Sulla punta della penisola di Sirmione si estendono i resti di una vasta villa romana di età augustea, tra ulivi e affacci sul lago, con un museo archeologico che ne racconta la storia.

Circa 10 km
Grotte di Catullo – Sirmione
Grotte di Catullo – Sirmione

Situato sulla punta della penisola di Sirmione, a circa 10 km da Desenzano, il complesso delle Grotte di Catullo conserva i resti di una grande villa romana, tra le testimonianze più significative di questo tipo nell'Italia settentrionale. Le rovine occupano l'estremità della penisola, immerse in un uliveto che scende verso l'acqua, e si affacciano sul lago su più lati.

Una villa di età augustea

I resti appartengono a una vasta villa residenziale costruita in età augustea, tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C. L'edificio, di pianta rettangolare, copriva una superficie di circa due ettari e si articolava su più livelli per adattarsi al promontorio. Al centro si trovava un giardino circondato da un porticato; intorno si sviluppavano gli ambienti residenziali, decorati con affreschi e stucchi di cui sono stati ritrovati numerosi frammenti, oltre a un lungo criptoportico, a una vasca e a grandi cisterne per la raccolta dell'acqua. La posizione non era casuale: dalla punta della penisola la villa dominava il basso lago, e chi la abitava godeva di una vista aperta sull'acqua in quasi ogni direzione, la stessa che oggi accompagna i visitatori lungo il percorso tra le rovine.

Perché si chiamano «Grotte» e il legame con Catullo

Il nome non è antico. Dalla fine del Quattrocento le strutture in rovina, in parte interrate e coperte dalla vegetazione, vennero chiamate «grotte», termine con cui si indicavano gli ambienti sotterranei. Il riferimento al poeta Gaio Valerio Catullo nasce dai suoi versi: Catullo, originario di Verona, dedicò a Sirmione una celebre poesia e lascia intendere di avere qui una casa. Non esistono però prove che la villa fosse proprio la sua, e la datazione augustea la colloca comunque in un'epoca successiva alla sua vita. Il nome è rimasto, ed è ormai inseparabile dal luogo.

La visita e il museo archeologico

Il percorso si snoda tra muri antichi, arcate e terrazze, con passaggi all'ombra degli ulivi e punti panoramici affacciati sul lago. All'interno dell'area si trova il Museo Archeologico, che espone reperti provenienti dalla villa e dal territorio di Sirmione, dall'epoca delle palafitte all'età romana e al Medioevo: un'introduzione utile per leggere meglio le rovine prima di percorrerle. Le vetrine aiutano a immaginare la vita quotidiana nella villa e i diversi momenti della storia della penisola. Il sito fa capo al Ministero della Cultura, che ne cura la tutela e la valorizzazione.

Per raggiungere le Grotte occorre attraversare a piedi il borgo di Sirmione fino alla punta della penisola: è una camminata piacevole, che si può combinare con la visita al Castello Scaligero e con una sosta lungo la riva. Per chi soggiorna da Garda Nest, nel centro di Desenzano, è una mezza giornata che unisce storia e paesaggio, da organizzare con calma scegliendo le ore meno calde, quando la luce sugli ulivi e sul lago rende la passeggiata tra le rovine ancora più piacevole.

Consigli pratici

  • Indossate scarpe comode: il percorso tra le rovine è in parte sterrato e presenta dislivelli.
  • Orari di apertura e biglietti cambiano con la stagione: verificateli sul sito ufficiale delle Grotte di Catullo prima della visita.
  • Nelle giornate calde portate acqua e un cappello: alcuni tratti dell'area sono poco ombreggiati.
  • Il centro di Sirmione è a traffico limitato: verificate sui canali ufficiali del Comune dove lasciare l'auto, oppure valutate il battello da Desenzano.
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